Scheda biografica
IL MIO CAMMINO

Sono nato a Breno di Valcamonica, paese di faticatori (minatori, mandriani, alpini, autodidatti…) ma ho finito per abitare prevalentemente in città: Bengasi, Varese, Brescia, Milano; dal 1964 risiedo a Roma. Quanto alla mia età, non amo dare i numeri; diciamo che sono molto più vicino ai 90 che ai vent'anni. Sono sposato con Clotilde e molto innamorato di lei. Ho tre figli (Emilio, Lucia e Pietro Paolo: felicemente (anche loro!) sposati, rispettivamente con Emanuela, Stefano e Cecilia; ho quattro nipotine: Marta, Carlotta, Francesca e Sofia. Accetto di discutere su tutto ma non sul fatto che esse siano fra le bambine più carine del mondo.
Nella mia preistoria sono stato a lungo inviato del quotidiano Il Giorno di Milano e come tale ho seguito lo svolgimento del Concilio. Ha ricordato su "Rocca" il giornalista Giancarlo Zizola: "La casa di Ettore e di Clotilde Masina divenne un centro di aggregazione di vescovi, teologi, giornalisti di tutto il mondo". Nel 1969 fui chiamato dalla RAI ad assumere le mansioni di "informatore religioso" del Telegiornale. Quando il TG fu diviso in due, entrai nel TG2 , realizzandovi rubriche di successo come Gulliver e Spazio 7 . Nonostante la stima dei miei colleghi, due direttori sui tre che ho avuto (Villy De Luca e Ugo Zatterin; l'altro fu Andrea Barbato) mi hanno francamente detestato e stroncato la carriera per ragioni politiche: duro, caro Buttiglione, quando comandavate (anche allora!) voi e i vostri amici, essere etichettato come cattocomunista.
Dopo avere seguito il viaggio di Paolo VI in Palestina ed essere rimasto sconvolto per l'incontro con la povertà di massa, nel 1964 ho fondato con Clotilde, e poi per trent'anni ho coordinato, un'associazione di solidarietà internazionale, la Rete Radié Resch , (dal nome di una bambina di Nazareth, morta di polmonite in un tugurio) tuttora presente in 32 centri italiani e attiva in Palestina, Brasile, Haiti, Argentina e Centroafrica. (v.sito: www.reterr.it/ )
Dal 1983 al 1992 sono stato deputato al Parlamento, rappresentando il gruppo della Sinistra Indipendente nella Commissione Esteri. Nella mia seconda legislatura i gruppi mi hanno scelto all'unanimità come presidente del Comitato permanente per i Diritti Umani. Ho guidato delegazioni alla visita dei campi profughi palestinesi e di varî paesi africani. Sono stato osservatore internazionale a garanzia delle elezioni cilene del 1989. Sono stato anche presidente dell'Associazione Italia-Vietnam e dell'Associazione Italia-Sudafrica
Nel settembre 1998 mi è stata attribuita dall'Archivio Disarmo la “Colomba d'Oro per la pace”
Collaboro a "Segno nel Mondo". Curo la rubrica "Bloc notes" su "Jesus".

Ho pubblicato:

saggi religiosi . "Il Vangelo secondo gli anonimi", 1972 (tradotto in Brasile); "Il Dio in ginocchio", Rusconi, 1982; "Il califfo ci manda a dire", Rusconi, 1983.

libri di viaggio : “El nido de oro. Viaggio all'interno del Terzo Mondo: Brasile, Corno d'Africa e Nicaragua”, Marietti, 1989; “Un inverno al Sud. Cile, Vietnam, Sudafrica, Palestina”, Marietti, 1992.

romanzi: “Il ferro e il miele”, Rusconi, 1983 (Premio Penne-Pescara, tradotto in serbo-croato), “Comprare un santo”, Camunia, 1994; “Il volo del Passero”, San Paolo, 1997 (Supepremio Bari, tradotto in Grecia e in Corea) e infine, nel 2002, il romanzo “Il Vincere”, storia di un ragazzo fascista nella Milano del 1944. Finalista al Premio Viareggio, "Il Vincere" è stato adottato come libro di lettura da molte scuole italiane. Mi sono recato in 39 di esse a discuterne con i giovani lettori. È stato tradotto in serbo-croato.

un libro di racconti: “I gabbiani di Fringen”, San Paolo, 1999.

Ho inoltre pubblicato (e lo considero il mio libro più importante) una biografia di monsignor Oscar Romero, “L'Arcivescovo deve morire”, Gruppo Abele, 1995;

Infine, tre “ diarî in pubblico ”: “Diario di un cattolico errante. 1992-1997: In viaggio fra santi, burocrati e guerriglieri”, Gamberetti, 1997; “Il prevalente passato. Un'autobiografia in cammino”, Rubbettino, 2000; "L'airone di Orbetello. Storia e storie di un cattocomunista", ed. Rubbettino.

In conclusione: mi sarebbe piaciuto essere un uomo pacificato e pacificante, noto per la sua allegria e la gioia dello stare insieme con gli amici, invece qualcosa non ha funzionato e mi trovo ad essere considerato da molti un Inquietatore a tempo pieno Accetto la qualifica purché si ammetta che anche la speranza è un'inquietudine che ci spinge incessantemente a riprendere il cammino.

P.S: Una più ampia (e sin troppo generosa) mia biografia può essere letta in

http://www.ilcircolino.it/personaggi/