JESUS

 marzo 2004

I DEPUTATI? MANDIAMOLI A LAVORARE!

Come una povera massaia ossessionata  dalla sua routine, ogni mattina mi arrabbio dovendo ripulire il mio e-mail dall'immondizia (detta spam ) che vi si è depositata durante la notte. In varie lingue, a testimoniare che l'idiozia è un fenomeno internazionale,  alcuni sconosciuti  mi comunicano: "Ti odio" oppure "Sei cattivo" o anche "C'è un cavallo di Troia nel tuo computer"; vedove o orfani di qualche  capo tribù mi propongono di finanziare il processo da loro intentato allo stato nigeriano (o, talvolta, sudafricano) perché restituisca loro enormi capitali "ingiustamente  espropriati"; managers del porno mi comunicano gioiosamente che hanno finalmente potuto convalidare la mia prenotazione cosicché   adesso posso visitare liberamente 8 mila (o giù di lì) siti a luci rosse.

Gli spammers (cioè produttori di immondizia) italiani. sono  invece specia-lizzati  in buoni sentimenti. Fanno circolare per anni richieste di fondi per bambine leucemiche (fortunatamente inesistenti). Torna anche, ogni mese,. ben più tragico., un appello per una donazione di midollo spinale: questa volta la bambina esisteva davvero ma è morta nel 1992. Qualche autore di spam esprime  un dubbio sull'autenticità del messaggio; ma intanto lo veicola senza verifiche ai suoi amici, diffondendo a catena verità fasulle.

"Mandiamoli a lavorare" è intitolato un documento che circola da almeno due anni e che ho ricevuto anche pochi giorni fa mentre l'onorevole Berlusconi. giurava di sapere che tutti i politici"professionisti" sono dei ladri. Il documento comincia così: "Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiegava che recentemente il parlamento ha votato all'una-nimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari etc. etc. ". Inoltre i parlamentari avrebbero gratis le tessere dei cinema, dei teatri, degli autobus, dei viaggi aerei nazionali., di piscine e palestre. di "aerei di Stato" (?)., di ambasciate (??): e inoltre "auto blu con autista": Comclusioni:1) "la classe politica ha causato al Paese  un danno di 1 miliardo e 255 milioni di euro (in un anno?); 2) "Fa' circolare queste notizie, si sta promovendo un referendum per l'abolizione  dei privilegi di tutti i parlamentari".

Vi sono quesiti difficili da risolvere: è nato prima l'uovo o la gallina? L'atto d'accusa che ricade imparzialmente su deputati, senatori e "classe politica", la convinzione che gli emolumenti che essi si concedono siano un danno per il paese e che il loro lavoro non possa essere definito tale, è un'idea propalata dal nostro presidente del consiglio all'inizio della prossima campagna elettorale o è un'ideologia che ha portato al governo un cosiddetto non-politico come il cavaliere di Arcore?

Il "semplice"cittadino ha sempre detestato, molto spesso  a ragione i cosiddetti gruppi di potere: il clero, ieri, la burocrazia, oggi, gli intellettuali. sempre. Per vent'anni il fascismo ha propagandato l'idea che la politica è cosa "sporca", da delegare ai capi scelti dalla provvidenza; ma il disprezzo per il Parlamento è coltivato dai "cummenda" e dai loro predecessori da più di cento anni perché le Camere, per corrotti che possano esserne i membri, si pongono inevitabilmente come centri di produzione di leggi. che frenano l'arbitrio delle classi dominanti. E' triste che vi siano onesti galantuomini  e virtuose galanti donne (tali sono per mia diretta conoscenza  alcuni dei mittenti del "Mandiamoli a lavorare") i quali non capiscono che una democrazia è viva soltanto quando è realmente parlamentare; e che la composizione  delle Camere dipende dalla capacità dei cittadini di eleggere legislatori competenti e retti.

Aggiungo che se nessun medico o avvocato dallo studio "importante" accettano, a causa delle retribuzioni parlamentari, di farsi eleggere in parlamento o, una volta eletti, dedicano alle attività delle Camere ben poco tempo, è anche vero che non sono pochi gli "onorevoli" che finiscono per innamorarsi delle loro prerogative anziché dei loro doveri. Tre grandi vecchi hanno parlato giorni fa per l'inaugurazione, a Montecitorio, di un busto di Giorgio La Pira, costituente e deputato, sindaco (santo) di Firenze. Il cardinale Martini, Pietro Ingrao e Giulio Andreotti, hanno testimoniato dell'amore di La Pira per la politica intesa come difesa dei diritti della povera gente. Un esempio luminoso di impegno al quale non mancarono l'irrisione dei ricchi e l'amore degli umili. C'è da sperare che qualcuno ne raccolga il testimone.