JESUS

maggio 2004

Le guerre sono vostre

nostri i morti

1.

Ero bambino ma me li ricordo ancora: li vedevo sfilare sul Lungomare di Bengasi: gli zaptiè col mantello nero ricamato di rosso, i meharisti vestiti di bianco, appollaiati sugli altissimi dromedari; gli ascari dalle gambe sottili, le fasce colorate in vita, i cappelli rossi a pan di zucchero. Li contemplavo (qualcosa di più del guardare) e sudando nella mia divisa di balilla, sognavo di diventare un giorno ufficiale, come mio padre, e di guidare, magari, una carica di "penne di falco",:la cavalleria eritrea, che,. si diceva, sparava ai propri comandanti se non stavano in prima fila nelle battaglie..

Nessuno di quegli "indigeni" aveva il grado di ufficiale: erano sudditi fedeli ma "di colore". Non si poteva mica equiparare un nero a un bianco; non nell'esercito  almeno.

Alcuni di quei soldati stavano già  combattendo una guerra della quale non bisognava parlare: nello oasi più lontane dalla costa cirenaica c'era ancora qualche senusso  che non si arrendeva alla dominazione italiana, neppure dopo le stragi spaventose compiute dal maresciallo  Graziani. Vale a dire che libici insorti morivano uccisi da libici comandati dagli italiani. Poi venne la guerra d'Abissinia e le nostre "truppe coloniali" furono mandate a combattere per la seconda volta (la prima era stata nel 1896) contro gli etiopici. Etiopici ed eritrei "nostri" erano, gli uni e gli altri, cristiani copti. Gli italiani gli insegnarono a non farci caso.

La storia degli eserciti coloniali è un capitolo nero della brutta storia del colonialismo. Le Grandi Potenze europee (Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio) si divisero l'Africa; e governarono, tutte, dividendo africano da africano, tribù da tribù: furono sanguinose nel 1917 le battaglie fra tanzani-"tedeschi" e kenioti-"britannici", zambiani-"inglesi" e namibiani-"germanici".... In un momento terribile del Prima Guerra Mondiale, il governo di Parigi fece ricorso al suo esercito  coloniale importandone battaglioni e battaglioni nella "madre patria": migliaia di "poilus" senegalesi  e marocchini morirono nelle nevi del Massiccio  Centrale francese e bloccarono l'avanzata delle truppe del Kaiser, che sembrava irresistibile.

Dopo il Secondo Conflitto Mondiale, in cui le truppe "indigene" furono portate a combattere su tutti i fronti, il colonialismo, teoricamente, morì. In realtà continuò a governare l'Africa attraverso più moderni sistemi economici; rafforzando, anche, militarmente, i governi "amici"; talvolta, addirittura promovendo secessioni: come quella del Katanga quando Lumumba (subito ucciso) cercò di liberare il Congo dallo sfruttamento delle grandi imprese minerarie europee. Da allora un immenso arsenale bellico è stato esportato in Africa; e dovunque vi sono territori ricchi di materie prime, lì grandi o piccoli eserciti si  combattono aspramente. Vi sono oggi in corso guerre per i diamanti e guerre per l'oro, guerre per il petrolio e guerre per l'uranio. L'avidità capitalista più recente è finalizzata al possesso del coltan, prezioso per la fabbricazione  dei cellulari e per l'alta tecnologia militare

2..

Queste guerre, che travolgono milioni di civili ( 4 milioni di morti negli ultimi sei anni; venti milioni di profughi!) hanno una  caratteristica nuovissiima: vengono combattute anche da migliaia di bambini, arruolati a forza in molte regioni africane, dall'Uganda al Darfur.                                               

Se si paragonano le ricchezze  del suolo e gli abissi di povertà delle popolazioni, il Continente Nero sembra un'immensa zattera di disperati galleggiante su un mare di oro liquido. Ma i governi "del benessere", del Nord, fingono di non sapere che la miseria africana va crescendo, che, per esempio, una immensa parte della popolazione  attiva è malata di AIDS e ogni 20 secondi muore di malaria un bambino sotto i 5 anni Di quando in quando vengono promessi aiuti economici, anche importanti. Ne ha promessi anche Bush nel suo viaggio africano dell'anno scorso. Pochi giorni fa la Casa Bianca ha chiarito: più di un terzo di quegli aiuti saranno destinati alla "formazione professionale"  dei militari dei governi amici e una parte di questi "professionisti"sarà usata come forza di polizia nei territori occupati da Washington. Così una volta di più i poveri faranno da "cane da cannone" per i ricchi. Potrebbero dire anche loro, riassumendo una storia che non cambia: "Le guerre sono vostre, i morti sono nostri".